SAN BENEDETTO - Un accordo storico è stato raggiunto tra Confindustria Ascoli e quaranta armatori sambenedettesi. Le tre cooperative che rappresentano i marittimi locali, si sono fuse e confluite in Confindustria, sotto la sigla Comitato Pescatori San Benedetto del Tronto.

«E’ una svolta epocale - ha detto Bruno Bucciarelli, presidente provinciale di Confindustria - e lo si vede dall’aggregazione di un folto gruppo di barche, che vanno dalla piccola pesca a quella tradizionale e che includono anche alcune lampare abruzzesi. La nostra associazione vuole darvi un servizio, essere il vostro riferimento quando siete in mare, ma anche riuscire a portare al settore pesca i finanziamenti europei per progetti innovativi, come ad esempio quelli su motori meno inquinanti o nuove tecniche di cattura».

«Il settore pesca - ha affermato Nazzareno Torquati, ex assessore alle attività produttive - pur attraversando un evidente periodo di difficoltà, vanta una forza lavoro di circa 250 pescatori e 200 marittimi, che se moltiplicati per tre, considerando anche la cantieristica, il settore alimentare e il turismo, arrivano intorno alle 1.300 persone che vivono della “risorsa mare”. La filiera ittica rappresenterebbe quindi un 40% del PIL locale».

Un settore ancora trainante, che vuole essere considerato. A tal proposito Confindustria presenterà il prossimo 17 marzo un decalogo di richieste ai tre candidati presidenti per le Regionali, tra cui sarà inserito anche l'argomento pesca. A breve potrebbe esserci anche la possibilità di un incontro con il sottosegretario Buonfigli, in grado di agire sul decreto ministeriale riguardante la tecnica "all’americana" che tanto sta facendo discutere in porto dopo le ventitre multe comminate dalla Capitaneria.

Il nuovo gruppo presentato oggi nella sede rivierasca di Confindustria, entrerà a far parte della sezione Nautica dell'associazione. Il consiglio direttivo del Comitato (Nicola Bergamaschi, Andrea Marchegiani, Paolo Mastrangelo, Pietro Merlini, Giuseppe Pallesca, Filippo Ricci, Adelchi Romani, Domenico Spina e Antonio Spinosi), ha posto l’indice sul fatto che i problemi esistenti nell’economia portuale sono di origine politica, pertanto risolvibili da essa.

Un esempio su tutti, il regolamento per l’utilizzo delle reti gemelle: «Attualmente, se c’è maltempo, peschiamo meno di 12 volte al mese – ha spiegato Andrea Marchegiani – ma la stessa cosa non accade nelle vicine Pescara e Termoli, dove il problema è stato risolto assieme alla Regione e con due ordinanze delle locali Capitanerie di porto».

I marittimi sambenedettesi, insieme a Confindustria, chiedono quindi regole uguali per tutti. La soluzione proposta è quella di poter effettuare sempre e comunque tre giorni di pesca, eventualmente recuperando le uscite perse causa maltempo all'interno dei cinque giorni lavorativi settimanali.